Sono stato resiliente per anni, in via Passerà 1, scala D, D come dài. Passerà.
Nella scala A e B abitava gente sanguigna. Ma non tanto donatori. Più invidiosi rancorosi.
La scala C non c’era.
Le famiglie della A e B, gente di sangue, si accoltellavano per un nonnulla, una faida inarrestabile tra le due scale: gli Amato, Airoldi, Aerosmith, Allevi e Atkinsons contro i Barra, Buscemi, Bitcoin, Bolivia, Barman… Una faida iniziata non si sa più quando, per un nonnulla.
Ma era tutta gente poco professionale, improvvisata, una faidate. Fatta male. Si accoltellavano con le mele Golden, con i marsupi, con le vasche idromassaggio. Una volta ho visto uno dei Bolivia saltare sul balcone degli Airoldi e installargli una moschea a orologeria. In risposta, dalle finestre degli Aerosmith son cominciati a piovere fritti fritti dei parlamentari del gruppo misto e totani atlantici, decongelati e ricongelati.
E io zitto, resiliente. Passerà. 1. Dài. Sii forte. Entravo e uscivo dal palazzo di via Passerà come da Beirut, Belgrado, Damasco, Aleppo, Pescara. E giù moschee. Giù discobar. Giù Moscow Mule
In mezzo alle scale A e B c’era la portineria.
Il portinaio era uno scafista che si era ritirato, si dice, no? “tirare i remi in barca”, solo che lui aveva messo dentro un’elica a motore, appesa, tipo crocifisso… però a motore, che ogni tanto per nostalgia faceva andare. Si sentiva la nafta fino in casa.
Nella scala D, la mia, erano tutti Domodossola, ma senza alcun legame di parentela tra loro.
Io invece di cognome faccio Fonéma e mi adatto, sono resiliente, alla fine reagisco, ho imparato a reagire da poco. Dopo essermi fatto forza in questi anni, nel palazzo di via Passerà, 1, dài, dopo aver subito il fuoco incrociato degli Atkinsons, dei Buscemi la mia vita è cambiata, in meglio si intende.
Gli anni e la mia resilienza hanno cancellato ogni trauma, ogni accento violento, ora mi trovate in via Passera, non più uno… una… ma anche tre o quattro alla volta. E me la spasso.
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The best of Andrea *Stan* Nani
al Bonaventura Music Club

Domani mercoledi 5 dicembre, l’ultima esibizione.

thebestof

Anche l’estrema destra violenta e razzista ha un sogno. E distruggere un sogno è una forma di violenza crudele. Forse la più crudele. D’altra parte incoraggiare il sogno della destra violenta e razzista mi pare controproducente per i sogni di tutti gli altri.
L’unica è riuscire a svegliarci tutti contemporaneamente. Sarà bene preoccuparsi sin da ora, per quel giorno, di avere una toilette ciascuno, così da iniziare senza code, senza rivalità, il nuovo giorno nel nuovo mondo. E assicurarsi che la toilette sia in fondo, dritto, né a destra, né a sinistra. Né al centro di niente. In fondo dritto.
Un mondo, un uomo o una donna, una toilette. Questo è il mio sogno.