– Quali sono i tuoi reali bisogni?
– In questo momento?
– Sì, ora.
– Quattro etti di merda.

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– Guarda che non basta mixare due dischi in croce per essere un DJ. Chi ti credi di essere?
– DJ-sù

– E c’era questo indiano Cheyenne o Walkytalky, non ricordo bene, che ascoltava orecchio a terra, e per meglio udire amplificava, equalizzava, smanacciando sui sassi, sui sentieri.
“Sono in quindici, dodici uomini e tre donne, viaggiano su due carri trainati ciascuno da due cavalli. Tutti laureati. Due coppie di coniugi. Gli altri si conoscono appena. Uno è un cantante. È stato famoso ma non canta più da molto. Una è ostetrica. Una organizza festival. Due sono di Trieste. E. Un momento…”
Schiacciava ancora di più l’orecchio sulla strada sterrata, toccava, alzava i bassi, abbassava gli alti, strofinava il palmo delle mani sul terreno polveroso, spostava leggermente alcuni sassi e:
“Uno è armato di bazooka.”
– Santo cielo, ma come ci riusciva?
– Era un ingegnere del suolo.