Quando rido non vado mai a capo.

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Gli ascoltò tutte le parole che aveva. Tutte, trattenendo il fiato. Alla fine di quella reciproca tortura non rimase che un muto e un sordo. Il sordo con il fiatone.

– Non ci crederai ma mi sono fatto una opinione molto precisa della matematica.

– Ma davvero?

– Sicuro. Secondo me non è affatto vera quella storia delle radici e di quello che si dice in giro.

– E cioè?

– Che ci deve essere sotto qualcosa. Secondo me le cose stanno esattamente così come sembrano.

– Tu sei un ingenuo.

Ho espiato tutto in un castigo durato settimane. In un distributore lungo la circonvallazione ho fatto il pieno a più di duemila veicoli. Era maggio lo ricordo, sotto una magica neve di polline e gli occhi severi della signora Maria, i fumi di benzina mi costringevano in un perenne stato di sonnambulismo. Finché un primo pomeriggio, le strade deserte e poco di cui occuparsi, frena su di me una 131 cabrio. Mai visto niente del genere. Glielo chiesi anche: "Ma lei è una 131 cabrio". "Faccia il pieno oppure taccia per sempre". Mi disse un reverendo severo vestito sportivo, e aggiunse: "Vado bene per San Siro?"