Avevi tutto il tempo per cambiarti
baby bella
Sei uscita con quei stracci incontro al mito
c’era un’aria che spazzava i tuoi pensieri
ma erano i tuoi?
Avevi una felpa, avevi una maglia, avevi una gonna
un paio di Vans, le stringhe spaiate come due emisferi
che testa avevi
che gadget avevi ai polsi, labbra, naso, orecchie, basso ventre
Le calze rampicanti fino all’inguine e fianchi.

Che mito avevi
Ti aspettava un uomo sedicente, con il profilo in regola
aggiornato oltre ogni misura, mai all’avanguardia, mai un passo indietro
un mito al momento
E quel momento non finiva mai, non sarebbe mai finito
Quel momento per un momento è stato il mio
È stato di tanti come me e te, baby bella
Ma è stato un momento, c’è stato altro prima e dopo
c’è ancora altro che mi aspetta
Io ti aspetto baby bella
aspetto che diventi madre sposa di un figlio padre fratello
di un uomo sedicente
di un dolce presente come meringata franta

Così sorrido
Io un uomo non lo sono stato mai
sono adolescente più di te, baby
non farti ingannare dal mio vecchio aspetto
io ti sarei amante, ti sarei padre, ti sarei fratello
sono stato adolescente tante volte, baby
Avevo tutto il tempo per cambiare
Non l’ho mai fatto, non ancora, lo farò
Ci sono quasi, baby
Ancora un giro
Non ridere di me
Non è bello ridere vedrai, te ne accorgerai
Non così

Avevamo tutto il tempo per cambiare
Noialtri
Ma chi eravamo?
Saperlo ora pare una sciarada
Come “sciarada” pare un soffio di niente
Ora “niente” è roba da perdente
Invece “niente” è la porta dei futuri.
E io ti aspetto baby bella.

Thomas Wonderful

“I cinici infestano le case degli ingenui, così che questi sono costretti a sbarazzarsene.
Così che i malvagi, destati, pretendono tutto: ragioni e, su tutti, diritti.”

Thomas Wonderful

Salivamo sui muretti, a piedi nudi,
cercavamo l’equilibrio esposti a Est.
Le pietre, le formiche, i pomeriggi, ed i fratelli grandi,
il vento che spazzava via l’inverno. Le stelle minori,
un sole grande e solo, già alto e alle spalle.

La primavera distraeva, eccitava, noi si cercava
di stare in piedi e camminare in equilibrio
e risalire il muretto fino al ventre di ragione
mentre intorno i grandi cadevano sciocchi
si lasciavano, si uccidevano. Sparivano.

Le pietre, le formiche, i rami secchi sotto i piedi.
Il caldo non era che invenzione ma la direzione no.
Un aeroplano che tagliava il cielo. Un altro provava
a farci sbagliare, a farci cadere, a farci credere
in orizzonti altri, di altri, a toglierci il passato.

Noi si andava avanti a piedi nudi fino alla fine
del pomeriggio, alle soglie del buio e prima di tutti.
Una musica elettronica, l’ultima distrazione,
una voce sintetica, una stroboscopica, lume,
un vento fresco, già estate, già sera.

Già grandi noi ancora in piedi
ancora esposti a Est. Inutili fratelli grandi.
Senza aver ragione né il suo ventre conosciuto
Mentre i soli ci vengono addosso
e tutti continuano ad andare di là.

[Thomas Wonderful]

Quante sise, quante sise hai
È un firmamento, non le conto
Ma le tocco.
Quante sise, quante belle
Quanti segni zodiacali
Tutti quanti buoni auspici
E ti tocco.
Una via, un labirinto, un capogiro
Lattea fuga tra le sise
Ma quante mai saranno?
L’amaro non lo so con te
E se fosse d’una punta solo,
O due, sarebbero
Di sise sole
Vertici purpurei.
E suggo.

Thomas Wonderful

Cominciamo lo spettacolo con un reading. Un reading integrale. 948 pagine di reading: “Non c’è un cazzo da reading”. Non è un’antologia è l’opera integrale di Thomas Wonderful. Il poeta Thomas Wonderful. In verità è improprio definire “l’opera integrale” perché non è finita, il poeta ha interrotto la sua opera dopo 948 pagine. Il suo biografo, che è stato anche il suo cardiologo, lo descrive come un poeta eccellente ma pigro, con un cuore eccellente ma aritmico, ogni tanto smetteva di battere, per pigrizia. E allo stesso modo Thomas Wonderful smetteva di scrivere. Rimandava. “Riprendo più tardi, più tardi rimo, scrivo dopo, finisco dopo. Più tardi, dopo.” Il primo poeta a essere squalificato per doping. L’hanno trovato pieno di Plus Tard. Positivo al Plus Tard. Aveva nel sangue Plus Tard che Martini
Allora lui ha detto “Ah, mi trovate positivo?” “Vi sembro positivo?” e da lì non ha guardato più in faccia nessuno e ha rovesciato la sua poetica: “Nooo, nooo, ma vaaa, ma figurati, ma col cazzo, Ma non ne vale la pena. Ma vaaaaa, ma non serve a niente, ma tanto figurati se uno ma vaaaaaa. Ma chi? Ma dove? Ma quando mai? Ma vaaa.
Ecco vedrete come da pagina 492 dell’opera di Thomas Wonderful cambi completamente.
Prego maestro…

Vetuste muffe sono cresciute
dai miei ricordi, sui miei ricordi,
eppure mai appartenute a essi.
Invasioni d’ultracorpi per nulla
sporadiche ma
costante inesorabile
di cui un giorno mi vestirò,
senza proprietà.