– Baltimora 1 a Bravo 2, Capo Orso a Napo 3, rispondi Napo Orso. Bravo 1 a ore 6. Che ore fai Baltimora? Rispondi, Passo. Carta. Carta. Carta. Bravo 5 a Banco rispondi Banco.
– Come diavolo vinceremo questa guerra… Fraaaaaaaaaaaankkk!!!!

Il ritorno

– Di cosa abbiamo parlato?
– Di rappresentare bene i costi di guerra capo, dividere bene tutte le voci.
– Ti ho detto un grafico a torta. Questa che roba è?
– Profiterol.
– Lo vedo che sono profiterol!! Animale. Che ci faccio con i profiterol??
– Vengon meglio le divisioni, a palline, capo. E poi, assaggi. Assaggi, assaggi.
– Tu, maledetto costo! Grandissima voce di spesa! Fraaaaaaaaank!

Il ritorno di “FRANK! MALEDIZIONE, FRANK”
Tra Sturmtruppen e Apocalypse Now
Tra sitcom e avanspettacolo
Tra l’avanguardia e la trincea

Maledizione Frank – 42.

– Frank, è tempo di tirare le somme. Sai? La prima volta che tirai le somme in quest’inferno di buco tutto verde e fiamme fu quando persi il mio cambio Shimano ai dadi con un giovane di qui. Quel bastardo aveva due rughe al posto degli occhi. E rughe ovunque sulla faccia. Lanciava i dadi, quel maledetto, e faceva punti, raddoppiava punti, mi fotteva ai punti e persi il cambio. Se lo montò sulla sua bici scassa e se ne andò, alla curva prima della salita cambiò e un cecchino gli sparò. Beh tirai le somme allora. Non ricordo cosa feci ma le tirai, le tirai e le persi. Da solo. Anche quella volta lì.
– Capo, cortesemente, mi aiuta a piegare bene il lenzuolo?
– Cortesemente. Ma cortesemente io ti piego un rene!

Maledizione Frank – 41.

– Ci sono cose che non vediamo e che si muovono in continuazione intorno a noi, non parlo dei nemici, quei fottuti bastardi. No, merda. Mi stai ascoltando?
– Sì capo.
– Bene, queste cose noi non le vediamo ma se ci lavoriamo riusciamo a sentirle. E non sto parlando di orecchie. Mi stai seguendo, merda?
– Si capo ma non sto usando le orecchie. La sento con i mignoli.

Maledizione, Frank – 39.

– Frank, quanto fango intorno a noi. Siamo intrappolati in questa terra d’argilla come impurità. Finiremo riplasmati insieme a questa terra rossa, terribile e vera, plasmati dalle mani di un Dio che ci riprova. E la terra non sarà più Terra ma un vaso capiente e vuoto, senza umanità, inutile e monumentale. Vuoto nel vuoto, eppure noi vi apparterremo come piccole impurità, capaci, col tempo, di creparlo e romperlo.
– Capo, le svuoto il portacenere
– Tu, filtro che trattieni l’idiozia del caos e non muori mai. Perché non muori? Chi ti ha fatto? Tex Avery?
“Vieni, Frank, beviamo a Siena. Ti ricordi di Siena?

Frank!
Maledizione Frank – 38.
 
– Maledetto ficcanaso, chiudi quella cassapanca e metti giù il tascapane. Stai per passare un serio guaio, bastardo. È il demone famelico della curiosità! Ma un giorno le formiche si armeranno e faranno a pezzi il muso del loro grigio predatore, lo griglieranno, lo friggeranno, lo succhieranno, lo affumicheranno, lo braseranno, lo bolliranno, lo.
– Mantecheranno?
– Man… ma come lo sai?
– Ho visto Frank che armeggiava con il burro. E lo zafferano.
– Maledizione, Frank.

Frank!
Maledizione Frank – 37.
 
– Vorrei vedere il migliore dei nostri gruppi speciali provare ad aprire queste dannate bottiglie. Tu, idiota, dammi una mano, prendi il plastico. Frank, accendi la radio, cerchiamo di coprire questo macello.

Frank!

Maledizione Frank – 36.

 

– Capo, abbiamo preso le piattole

– Cristo santo. E Frank?

– È stato lui, le ha prese Frank.

– Ma cristo, come ha potuto?

– È stato grande capo, avrebbe dovuto vederlo.

– Ma cosa dici animale? Cosa dici pezzente, straccio, relitto…

– È stato Frank. Frank le ha prese…

– Non dire altro!

– Frank…

– Non fiatare!

– Le ha…

– Zitto!

– Fatte prigioniere.

– … E questo cambia le cose.

– Vero, capo.

– Ma tu rimani una risacca di fango e merda e detriti e infezioni e malattie e schifo e schifo e merda e

Frank!

Maledizione Frank – 35.

 

– Capo non abbiamo più munizioni, stanno finendo le munizioni, non avremo scampo sotto un altro attacco, non potremo resistere per più di sessantaquattro minutini.

– Cosa dici? Cosa dici? Bastardo! Cosa sono sessantaquattro minutini?

– Ecco capo, sessantaquattro minutini sono. Sessantaquattro minutini fanno… un’oretta buona.

– Ma io ti sparo l’ultima raffica sui polsi! Bastardo!