Prossimamente in eBook.!

– Paul.
– Cosa.
– Ti ricordi il caso dell’affittacamere? A New Venice?
– Il tizio con la casa ostello sull’acqua, che sezionava i suoi inquilini ospiti in porzioni uguali per non litigare?
– L’“affetta-camere”.
– Sì, così l’avevano battezzato i giornali. Ebbene pare che lo abbiano rilasciato dal carcere di Minarwelii dopo solo due anni. Gliene avevano dati novantacinque ma dopo neanche due è già a piede libero.
– Non mi sorprende.
– La prima cosa che ha fatto, rientrando nella sua casa ostello degli orrori, è stata andare a comprare della panna montata.
– Non mi sorprende.
– Duecento bombolette spry, a lunghissima conservazione.
– Non mi sorprende.
– Ti ricordi quale fu la nostra fetta per aver dato una mano a risolvere quel caso, Paul? Una mano! Ricevemmo una mano! E un biglietto: “Con affetto”.
– E questo mi sorprese.
– Già. Vuoi ancora una fettina di cheesecake?
– Un dito.

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– Io sono un pizzatriangolista.
– Cosa sei?
– Ci fanno credere che la pizza sia rotonda ma in realtà è solo un’unica fottuta fetta triangolare.
E il calzone è un fotomontaggio.

Il grande ciclo della Donna Drago. Un fantasy assorbente.
Una lunga scia di sangue, Una storia di vendetta. Una grande saga.
Una guerriera dai sentimenti contrastanti. Ira, paura, amore, pianto. E tanto sangue.
Il grande ciclo della Donna Drago. Un fantasy mensile.

Io ricalco. Credo di non avere fatto altro nella mia vita che ricalcare il solco lasciato dalle vite di altri, altri che per me costituivano dei miti. Ora – da poco, diciamo – mi sono scoperto fermo lungo uno di questi solchi, non ricordo più lasciato da chi, chi stavo cercando di replicare, di copiare, di ricalcare. Non è stato un bel momento, ho trovato le luci accese, silenzio, e nessun testimone, solo io e la mia coscienza. Per non parlare del mio subconscio che probabilmente sta ancora vomitando, rivoltato da quella visione, e cercando il modo di farmela pagare.
Sì, ho ricalcato tutti i miei attori, fumettisti, comici, scrittori, pittori preferiti. Non mi piace lo sport, sicché ho lasciato stare Van Basten, Stenmark e Fisher. Ma per il resto è stato tutto un correre dietro i solchi di altri.
Che posso dire arrivato fin qui e scoperto con le mani nel sacco, nel solco? Niente, non so proprio cosa dire. Probabilmente scusa, ma non saprei a chi, forse a me stesso per il tempo che ho perso cercando di mettermi nei panni di altri. E perché poi? Perché? Per chi? Per amore di chi? Per devozione a chi?
Che stronzo sono stato. Povero piccolo stronzo, eterno bambino.
Anche adesso: non sono io: Sono Sleeping Jimmy, Jimmy McGill in “Better call Saul”. E domani?
Domani cercherò di trovarmi dove mi sono lasciato tanto tempo fa, quando i solchi li facevo io. Almeno a Riccione, il mio culo sulla sabbia. Parlo delle piste per le biglie, quelle grosse, leggere biglie di plastica, colorate per metà con la foto di vecchi ciclisti scomparsi nell’altra metà.
Sì, per fare quelle piste mio fratello ci metteva la faccia, ma io il culo.