Mi chiamo Panizza, vado a cavallo. Non sono un vincente. Trotto. Con nonchalance. Lo faccio nei centri commerciali, nelle gallerie, sui piani inclinati, lungo gli orizzonti, sui dorsi di Montale.
Cosa ci faccio ora nel tuo tinello? Lo sai tu. Sei tu che hai vinto un paio di staffe, tu hai l’impianto wi-fi, le babbucce superintelligenti. Tu balli il foxtrot la mattina senza una minima idea di cosa sia un passo falso. Tu conosci i passi, la tua superintelligenza li conosce al posto tuo.
Allora che facciamo? Tu hai vinto un premio, non io.
Io trotto, il mio cavallo si chiama Vincent. A volte pestiamo delle merde. Scusa se mai ti ho imbrattato il tinello trottando. Ti ho portato vecchi ricordi di gite all’aria aperta, scoperta come un assegno nell’immensa falsità di una campagna capitale.
C’è stato un tempo che qui era tutta campagna, caro mio vincente. E ora? Il mercato immobiliare ha vinto insieme a te. Sei preda di desideri irrefrenabili e vinci in continuazione. Bravo. Balla. Danza questa vita. Ma non sei tu, sono le tue babbucce superintelligenti. Quanto pensi durerà?
Un decennio ormai ne sostituisce un altro. Solo Tex non muore mai, ma non mi aggrapperei a un ranger. Un ranger si arrangia, pensa a sé, ai suoi stivali, alla sua Colt.
Tu come sei messo a Colf? Te la puoi permettere una colf?. Per quanto?
I decenni appassiscono più che mai, i più li buttano via, i più sagaci ne sanno trarre nettare, lo invecchiano, e quando è il momento lo rimettono sugli scaffali. Come hanno fatto ai miei tempi con gli anni ’50, e poi i ’60. Come lo fanno oggi con gli ’80. E io oggi sono mio padre ieri che abbozzava, sorrideva al ripescaggio di un’epoca passata, gli sembrava ormai così passata, non capiva come mai ritornasse. E oggi io mi ritrovo il cubo di Rubik sul tuo tavolo. Perché?
Vincent! Giddap! Vincent. Lasciamo albergare un decennio qui nel tinello superintelligente. Ci vediamo vincente, noi ora si va, hai ricevuto un premio e non sapevi che fartene, telefona, whatsappa, congratulazioni, domani è lunedì, sarai pieno di aggiornamenti. Noi ora si va e addio, un deccennio sembra un’eternità, ma passa così in fretta. Chissà cosa troveremo quando torneremo.
Vinci, vincente. Vinci e ricorda, le tue babbucce sono superintelligenti, non sei tu.