Me ne frego delle azalee, Willer

Me ne frego delle azalee, Willer. Puoi scaricare tutte le tue colt, puoi lanciarmi contro i tuoi stivali. Puoi arrancare sulla mia schiena come fosse un cornicione e guardare giù come fossi tu un eroe. Perché sei un eroe, vero Willer? Willer, sei un cretino.
Non te l’ha detto mai nessuno? Chi ci ha provato lo hai steso? Sei un professionista immarcescibile? Sei eterno? E io sono quaterno. Sei un Mito? E io sono tutta la A14 fino a Venezia. Cretino. Falla finita.
Delle tue frange, del tuo scamosciato, delle tue fottute azalee e del tuo stramaledetto giardino me ne frego. Puoi sparare. Puoi anche sperare! Lo so che non ti appartiene sperare, lo so come la pensi riguardo al destino. Il destino è roba tua. Ma sei un cretino. UN CRETINO!
Te ne freghi del blues, ti fa vomitare, preferisci le raffiche di piombo. Imbecille! Ma canta. Canta cretino! Ancheggia! Ondeggia! Canta dentro e muovi le labbra. Fai finta di sapere le parole.
Invece cosa fai? Spari. Nel mucchhio. Nel giusto. Nel mucchio giusto. E sei un solitario.
MA PERCHÉ NON TI SI INCULA NESSUNO, cretino!
Cosa dici? Sei nel giusto? Ti pagano? I buoni? Hai un’etica? Hai le azalee? Le innaffi il giusto? Quando serve? Le ami? E te ne vai in Canada per settimane a scuoiare Apalanchows magrebini e sniffare animacce di bufali morti due secoli fa, perché lo dice il tuo editore. E non si sa quando torni. Tanto sei eterno. E IO SONO QUATERNO! SONO CINQUINA! SONO SCALA QUARANTA, DEFICIENTE!
Dici “il nemico”, ma certo che c’è il nemico. E l’amico? E L’AMICO? NON C’È, L’AMICO?
È vero che se fossimo tutti dalla stessa parte la barca si ribalterebbe. PERCHÉ SIAMO TUTTI SULLA STESSA BARCA! E allora l’amico, caro Willer, è quello che sulla barca sta dalla parte opposta, così non si ribalta! HAI CAPITO, DEFICIENTE?
Willer, puoi avere le frange di cuoio o stare dall’altra parte e sparare di qua. Ma rimani un cretino. Pensa a quanti altri cretini arriveranno dopo di te. Più cretini di te. E ti stupirai, Dirai “Oh, ma non è possibile essere così deficienti, che diamine, io almeno avevo un’etica, avevo un mandato”. No, tu avevi solo uno straccio di azalea che poteva fare tranquillamente a meno di te, ma non l’hai mai capita, vero Willer? Tutto preso dal giusto! E qualche volta ti sei perfino sentito furbo! Eh Willer? Tu! Furbo! Ma chi pensavi di fregare? L’estate? L’autunno? L’inverno? Sparando a primavera pensavi di fregare tutti?
Ora vestiti. Cambiati. Chiudiamo.
Domani ricominciamo da capo.
Deficienti che siamo.
Maledette azalee.

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