Paul Niente Detective – Il romanzo [37]

– E questo? Da dove arriva? Che ci fa qui?
– È un biglietto. Da visita. Di una pasticceria, tra l’altro non tanto distante dall’ospedale. Non ci sono mai stato ma mi ha incuriosito. Mi piacciono i dolci, lo confesso, spero non sia un crimine.
– E se non è mai stato nella pasticceria, il biglietto come l’ha avuto?
– Come l’ho avuto? ehm, questo forse…
– Avanti, trovarobe! Parla! Confessa! – A Qual piaceva incalzare.
– D’accordo, d’accordo, non credo che andrò al patibolo per questo. L’altro giorno, mentre giravo per i corridoi del St Hallis, sono passato anche davanti alla stanza del Del Vecchio, la porta era aperta, sicché dal corridoio potei vedere la sedia, così entrai. Il Del Vecchio non c’era, c’era la sua roba, forse l’avevano portato a fare delle analisi.
– La sedia?
– Già conoscevo le viti di quel tipo di sedia erano esattamente quelle che mi servivano per montare un pannello alla TVH, variante 2… ma questo immagino non vi interessi.
– Immagini bene, continua! – Come incalzava Qual, ce n’erano pochi.
– Ebbene, mentre svitavo fui attratto dal rosa del biglietto che era appoggiato al comodino, lo lessi, ne fui sempre più attratto e me lo misi in tasca, col proposito prima o poi di andare a vedere questa pasticceria Carrér.
Improvvisamente, come Theo Bloomfield, misi insieme pezzi presi da posti diversi e tempi diversi, solo che il pezzo era identico in tutti e tre i casi, lo stesso nome, lo stesso logo e il quadro che ne ebbi mi portò a un’altra pista: la pasticceria Carrér
– Maledizione!
– Paul?
– Rammenti la vecchia di Olgyate, la titolare dell’agenzia di viaggi? La prima delle secche? Nel servizio che vidi quella sera all’Oliver, c’era qualcosa che già la seconda delle secche mi aveva ricordato, ma non sapevo esattamente cosa. Ora lo so: un pacco confezionato con la carta della pasticceria Carrér. Liega Martino si era fatta recapitare un dolce dalla stessa pasticceria. E qui abbiamo un biglietto da visita, sempre Carrér, in possesso, ehm, sottratto al marito di una donna anziana e scomparsa.
“Tre più tre uguale Carrér
– Maledizione!
– Qual?
– Miriam!
– Qual?
– Miriam è la signorina da cui ho recuperato la presina con i file del caso Effe. Ricordi? l’abbiamo incontrata proprio davanti al St Hallis.
– Ricordo, e allora?
– Anche lei ha una madre, prossima a festeggiare il suo settantanovesimo compleanno con una torta… indovina?
– Della pasticceria Carrér. Mmh, tre più tre fanno Carrér ma quattro più quattro fanno ancora più Carrér.
– Andiamo.
– Addio Theo Bloomfield. Un’ultima domanda: cosa le fa pensare che sua madre sia ancora viva?
Sorrise, i capelli spaventosi e tutto il liso che indossava parvero irraggiare serenità e compostezza. Disse:
– Niente.

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