Michelle, tu mi rabbrividisci

Michelle

Michelle, tu mi rabbrividisci.
Ora che non siamo più una cosa sola quante cose so di te.
Facevi la croupier a Givency mentre ti credevo una stenografa.
Ti credevo duttile, e dattile, e tu ti davi alle fiches. Le davi via.
Michelle, che bella fiches che ti credevo.
Ma non sei bella, sei una cosa sovrumana come un trattore di Parma.
Quando l’hanno inventato i contadini svenivano,
i raccolti una bazzecola, in un paio d’ore era tutto finito.
Come quando facevamo l’amore, ti ricordi?
Mi sembravano ore, ma erano cinque minuti,
il resto lo passavi a Givency a dare le fiches,
a non dare quella bella ultima fiches che tenevi tra le belle cosce fresche,
che tieni ancora come fosse un ricordo, un arazzo. Ma non arrizza più.
Michelle, me la dovevi dare, fin da subito, a me, che Givency manco so dov’è
E ora sono qui a sfogliare le verze,
brucia tutto,
e tu svieni per un articolo di de Bortoli.

[Erman Esselunga]

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