“Verso il ventre di ragione” – Thomas Wonderful

Salivamo sui muretti, a piedi nudi,
cercavamo l’equilibrio esposti a Est.
Le pietre, le formiche, i pomeriggi, ed i fratelli grandi,
il vento che spazzava via l’inverno. Le stelle minori,
un sole grande e solo, già alto e alle spalle.

La primavera distraeva, eccitava, noi si cercava
di stare in piedi e camminare in equilibrio
e risalire il muretto fino al ventre di ragione
mentre intorno i grandi cadevano sciocchi
si lasciavano, si uccidevano. Sparivano.

Le pietre, le formiche, i rami secchi sotto i piedi.
Il caldo non era che invenzione ma la direzione no.
Un aeroplano che tagliava il cielo. Un altro provava
a farci sbagliare, a farci cadere, a farci credere
in orizzonti altri, di altri, a toglierci il passato.

Noi si andava avanti a piedi nudi fino alla fine
del pomeriggio, alle soglie del buio e prima di tutti.
Una musica elettronica, l’ultima distrazione,
una voce sintetica, una stroboscopica, lume,
un vento fresco, già estate, già sera.

Già grandi noi ancora in piedi
ancora esposti a Est. Inutili fratelli grandi.
Senza aver ragione né il suo ventre conosciuto
Mentre i soli ci vengono addosso
e tutti continuano ad andare di là.

[Thomas Wonderful]

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