Johnny, le ocalee

Johnny, le ocalee, te le ricordi? Ti ostinavi a non credermi eppure io non mentivo. Ero pazza di te, Johnny, avrei fatto di tutto per baciarti, solo per toccarti, sentire il tuo respiro su di me, Johnny. Era estate, le ocalee d’estate fiorivano di tutti i colori, ma il viola, o Johnny, il viola dominava su tutto.
Mi truccai quella sera tiepida, mi vestii con poco, la mia pelle Johnny, la mia pelle, se solo tu mi avessi sfiorata avresti sentito. Ero morbida, ero calda, ero truccata, profumavo anch’io di viola.
Le ocalee, Johnny. Hanno una spina sola. Ma grande. Grande come il mio amore, quello che muore piano e non finisce mai. Johnny, quell’amore mio era per te, quella spina era per te e di te stasera non rimane che un fianco, una ferita, un’alone viola, bello come il petalo del nostro fiore, del mio amore che muore piano e non finisce.
E ti conservo in frigo.

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