– Vengo in pace.
– E io t’ammazzo.
– Guardo oltre dove è bello.
– E io t’ammazzo.
– Condivido l’esperienze.
– E io t’ammazzo.
– Racconto d’altre storie d’altri mondi.
– E io t’ammazzo.
– Ho un grande sense of humor.
– E io t’ammazzo.
– T’ammazzo io?
– Quello che ammazza sono io. Ma non credere che mi faccia piacere, vorrei fare qualcos’altro, ma io sono quello che ammazza. Quello che ammazza sono io.
– Eppure.
– Eppure.
– Deve esserci un modo.
– Deve esserci, sì. Però nel frattempo, mi dispiace…
– Fortuna ho un grande sense of humor.

– Piacere, Eddie.
– Piacere, Eddie anch’io.
– Eddie Grazie.
– Eddie Che.
– Piacere.
– Piacere.

Annabeth dove abitavi in quella stagione?
Ricordo un viale, centrale, popolare
Case d’epoche lontane
Gialle d’intonaco, braccetto col sole.
Corti antiche, portoni in legno bello
Accanto vetrine, vite dark e cose punk.
C’era un’aria, Annabeth, e tu non c’eri più
C’era un cielo color Paperinos
Striato, dolce e mou.
Il viale non finiva mai
Carnevale era alle porte
E mai, Annabeth, come allora
Mi son sentito nudo e tuttavia
Pioniere travestito in bianco e nero
Che visioni, che speranze,
che carni avevi, Annabeth
Che televisore, avevi. Che cose, facevamo.

Ora passo lungo il viale
Ombre d’élite son piantate
Elettromagnetismo
Che fragore di campi
Mi ronzano le orecchie
Avevi, se non ricordo male, una gonna nera
Belle gambe e seni grandi come la felicità.
Eravamo in bianco e nero.
Eravamo in due
Per una stagione intera
Una casa lungo un viale
E ora non ricordo quale
Non ricordo quale
Non ricordo quale.
Non ricordo bene te.

– Sono coperta dal segreto istruttorio.
– Le si vedono i capezzoli.
– Sono immune.
– Si vede anche un ciuffetto castano chiaro.
– Non mi faccia ridere, non c’è nulla di chiaro in un segreto istruttorio.

– Il 2015 sarà fighissimo. Vinceremo tutti. Ognuno per conto proprio e insieme tutti.
– Sul serio?
– Sul serio.
– E chi lo dice?
– Io intanto te lo dico.
– E il 2016?
– Si festeggia.
– Però.
– Tieni, la tua pettorina. E ora vai. Vinci e migliora.