– Ho portato una torta salute.
– E sarabbe?
– Sarebbe una torta salata.
– Una torta salata…
– Ma senza sale. Fa male il sale. Sicché… Una torta salute.
– Una torta salute. D’accordo.
– Ah, Paul, per quella faccenda… rammenti? Te ne parlai tornando da Wimbledon.
– Sì, ebbene?
– Mi dispiace, non se ne fa niente.
– Capisco. D’accordo. Assaggiamo questa torta…
– Salute.
– Salute.
– Salute Paul.

Annunci

Sono nato il tremila di luglio. Sono nato che avevo cinquantun’anni e la prostata già a puttane.
L’ostetrica mi ha tirato fuori con un muletto e dopo neanche un minuto che ero al mondo ho ricevuto una multa di seimila euro per eccesso d’età.
Ma dimmi tu che sorte.
Alla nursery fumavo due pacchetti di Rothmans senza mani. I filtri poi li facevo nascondere dai miei colleghi nelle salviette umidificate che giravano sottobanco.
Dopo quattro ore e tre quarti che familiarizzavo con i coetanei, tutti giocatori incalliti di chemin de fer e di combattimenti di galli, non arriva uno zio di nessuno che mi punta gli occhi addosso e mi minaccia: “Non avrai altro zio all’infuori di me” e mi versa addosso della benzina?
Io per scaramanzia ho toccato le palle al mio vicino albino di Matera, che poco dopo è morto di tisi e allora mi sono aggrappato a un catetere di Taiwan con il bugiardino scritto talmente piccolo che mi son sentito un verme.
Ma dimmi tu che sorte.
L’ostetrica alla fine è venuto fuori che era una spia dei russi
e nonostante questo continuano ad arrivarmi cartelle esattoriali
che sono la mia rovina.
Ho cinquantun’anni da subito, ho in odio le marche da bollo e, potessi, calpesterei le aiuole liguri. Ci fossero. Ci sono solo piazzole da quarantamila euro all’ombra.
Che sorte. Che sorte.