Erman Esselunga, “La senzazione di un’anima strana” o “1985”

Sulla scia dei libri boiata, un romanzo che ha il coraggio di scardinare tutti gli archetipi letterari, nonché i luoghi comuni di massa, nonché la post-mordenità tutta, in un botto solo.

La storia di un giovane puro adulto bambino che attraversa l’esistenza, sua e del mondo contemporaneo, con un moto in bilico tra ingenuità e imbecillità. Egli tuttavia le imbrocca tutte riuscendo a mettere in discussione, se non a minacciare, il post-moderno corso della storia che gira sempre più vorticosamente in tondo alla sempre più produttiva-distruttiva sequenza alternata “crisisuccesso- crisi-successo”, e che ha come condizione a contorno il “privilegio”.
I semplici vicini che incontrerà lungo il suo cammino lo reputano ora un ingenuo, ora un imbecille, qualcuno (pochi) un puro. Per gli occulti tessitori di trame, burattinai dell’umanità, ricchi intoccabili, seminvisibili semidei, sembra invece costituire una minaccia all’eterno ciclo conservativo, mobile stato-immobile delle cose e, appunto, dei privilegi.
Costoro non riuscendo a eliminare il giovane puro adulto bambino (ci proveranno ma egli le schiverà tutte) e poiché ne riconoscono l’altissimo potenziale capace di diventare luce più abbagliante di qualsiasi illuminazione occulta, decideranno allora di avvicinarlo, plagiarlo, e manipolarlo al fine di mantenere e rafforzare il famoso “ciclo conservativo, mobile stato-immobile delle cose e privilegi” e che ha come condizione a contorno il “privilegio”.
Tuttavia da quando il giovane puro adulto bambino si occuperà anch’egli di occultismo non troverà più gli occhiali, le chiavi, l’altra calza etc e gli sembrerà tutto ancora più strano. Fino a che il suo incorruttibile moto, tra imbecillità e ingenuità, non rovescerà il flusso della corruzione diretto con cretino accanimento verso di lui e alla fine non abbaglierà gli illuminati e il resto del mondo, portando il corso della storia oltre il cerchio, verso un futuro fighissimo.

Riferimenti:
Oltre il giardino, Guida Galattica per autostoppisti, Il vangelo di Giudo, Guerre stellari, 1984

INCIPIT
“Che strano, che strana senzazione. È tutto così strano, anch’io mi sento strano.”
“Le dispiace uscire dall’orto? Guardi che abbiamo appena passato il verderame.”
“Ma che strano.”
“E il concime.”

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