– Un futuro! Un futuro! In cui avremo tutti le corna! Ma pazienza! Non sarà un problema perché tutti avremo le corna! Un futuro senza tradimenti. Perché tutti! Tutti avremo le corna!
– Ma cos’è?
– Gnu age.

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– Nella toponomastica di Topolina son tutte topovie e topopiazze.
– Interessante.
– C’è dell’altro: i topografi si tatuano tutti tra di loro.
– Ma questo è orribile!
– Orribile, già. Ma è così. È Topolinia, ragazzo.

Cos’è che è? Un gesto di generosità?? Per tuo fratello!! Lacrime di generosità. Ma va’… generoso con gli avidi… Ma come ti viene in mente? Ma non lo vedi tuo fratello?
Io non lo so mica quello che fa, come fa a portarsi via i cuori delle cose – quelli dei preti –, i cuori delle rosse, delle brune, delle bionde.
E com’è elegante, con i colletti in amido, e gli abiti, le auto, gli appartamenti nei centri di interesse suo.
Magari fa la radio? Fa le onde? Chi lo sa! Parla bene.
Fatto sta: che cosa sarebbero i lupi senza le greggi.
E te cos’è che sei? Non lo sai? Ma cosa piangi? Ma sta’ su. Consolati, ché almeno fratello lo sei, anche se meno. E consolati, ché tuo fratello è avido di te.

Uomini bambini escono, entrano,
con le carte di una croce, ripiegate,
come taluni le braccia schiacciano
una presa di cotone,
fino a seccare gli avanzi di un esame.

Tra le carte ripiegate dorme,
occhio vivo, mortale,
Madre Malattia, Signora Paura.