Ho avuto molti cani. Tutti in leasing.

Ho avuto molti cani. Tutti in leasing. Tutti diversi. Tenevo uguale solo il nome. Volvor.
Mi son sempre trovato bene. Col leasing. Dopo un anno li davo dentro.
E avevo il cane nuovo. Tutto nuovo. E mi piaceva cambiare. Ho sempre cambiato. Dal Pincher, al belga, dallo Schnautzer, al bergamasco, al tedesco, dal… Fino al Golden.
Ecco, dopo il Golden basta cani. Quella volta lì in realtà il cane non era neanche in leasing. Avevo appena dato dentro un Terranova, l’Husky siberiano coi sedili che volevo non era ancora pronto e così mi son trovato in una finestra temporale senza cane. Stavo per scendere e andare a pisciare solo contro un palo quando mi chiama il mio amico Federico per darmi in affido il suo Golden.
Lui, il mio amico, fa turismo dentale. Quella volta lì sarebbe stato via un mese.
Gli dico: e la madonna, un mese? Mi fa: approfitto dei ponti. Si è fatto un mese di turismo dentale in Costa d’Avorio. Ha fatto Capo Incis, Capo Ivi, Isole Molari, pieno di odontotecniche raffinatissime e fighissime. Molto preparate. Molto professionali.
Le odontotecniche in tunica avorio su avorio ci davano dentro con lo smalto, sui denti. Vibro lime, calchi in lattice, massaggi gengivali, filo interdentale, un… perizoma.
Poi: via la tunica… tette d’avorio!
Gli han detto: “adesso sputi.”
Allora Federico, il mio amico, non ha capito più niente e si è messo a limonare in mezzo alle correnti d’aria secca, umida, secca, umida, secca e in un colpo solo si è preso mononucleosi e tosse canina.
E questo mi riporta al Golden.
I Golden. I Golden Retriever. Non sono cani. Sono classificati come cani ma non lo sono.
Il Golden del mio amico aveva anche la caratteristica rara di essere di taglia grossa
invece che media. Un extra large. Enorme. Un Goldone. Impermeabile a qualsiasi richiamo:
seduto! Fermo! Qui! Vai! Telefona! Scrivi! Cretino!
Niente. Sterilità. Impermeabilità.
E nessun tipo di elasticità.
Non potevo neanche chiamarlo Volvor, perché un nome ce l’aveva già,
gliel’aveva dato il mio amico: Tartar. E siccome al mio amico Federico gli dava fastidio quel colore giallo, che più che oro, secondo lui era un giallo tartaro, l’aveva fatto ossigenare e quindi non già un Golden ma un Platin Retriever. Molto imbarazzante.
Rimane il fatto che nonostante quel travestimento rimaneva un Golden.
I Golden non sono cani, sono una reincarnazione in stand by.
Chi si reincarna in un Golden ha vissuto la vita precedente che non si capisce che cazzo ha fatto.
È un mistero anche per Il Mistero. L’Imponderabile che tiene, muove ed è l’universo. Dice: ma questo qui nella vita che cazzo ha fatto? Un vegano che ha tirato su sei piante carnivore a vitelli e omelette. Si è laureato due volte in semiologia, è diventato tuttologo – tranne gli animali –, non ha mai aperto un libro – di animali. È andato avanti a piante. Ah, le piante, ah ma le piante, e si è tatuato sotto le piante dei piedi delle radici di frassino.
È evidente che alla fine, a fine vita, non tornano i vitelli e le omelette. E così l’Imponderabile mette la seconda vita di queste bestie nella forma e nella sostanza di un Golden Retriever. Reincarnazione in stand by. In stand bau. Infatti i Golden non abbaiano praticamente mai. E quando lo fanno non sono latrati. È ventriloquismo.
Quando portavo Tartar al parchetto lo vedevo. Lo vedevo! Per lui era come essere un entomologo dell’800 positivista e cretino contemporaneamente. Entrava nel recinto, ansioso e trepidante, pervaso dallo spirito di ricerca. Sudava. Voleva studiare. Osservava gli altri cani, Dobermann, Bracchi, Pittbull, Setter, Incroci, certi incroci erano più dei cavalcavia, e lì si vedeva che voleva, cercava, studiava… Prendeva appunti. Ma non tanto per capire. Tanto per studiare. Per giustapporre, contrapporre, verificare e catalogare. Catalogare e godere. Godere e catalogare. Bastardo. Ma cerca di essere un cane. Ma fai il cane. Vai in mezzo ai cani. Abbaia. Annusa. Morsica, fatti morsicare. Niente. Si muoveva come un mimo. Un mimo che sapeva mimare bene un Golden Retriever.
Si avvicinava, nel recinto, alle cricche di tutte le razze come un impostore, un infiltrato, con la paura di essere scoperto. E vedeva come facevano gli altri cani. Ma non imparava niente. Non capiva un cazzo.
E quindi ho detto basta.
Quando mi è arrivato l’husky coi sedili l’ho ridato indietro con la scusa che erano macchiati. Ed è finita lì.

Annunci
Pubblicato in 0000.

5 commenti

Lascia un commento

  1. Questa storia dei cani in leasing secondo me se tu la proponi diventi ricco subito, diciamo in 2-6 mesi già capisci che non c’è niente da ridere, anche se io ho riso, e parecchio e non me ne vergogno.
    Bau bau baby, baby bau bau! (Freak Antoni)

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...