Tu sei la mia valchiria e io il tuo cavalcavia.
Una guerra giù si frange tra le nebbie
Squarciano lamiere, gridano sirene
Pedine muoiono e proteine sotto noi

Affacciano i palazzi sul cavalcavia
Valchiria mia che guerra intorno
Le razze si attraversano coi rossi
Scadono fuori dal frigo dei market

Dal mare nero di ombre salgono nei vani
Illuminati, immobili, vani
Si affacciano, guardano, non vedono
Te Valchiria mia e il tuo cavalcavia

Cavalcami Valchiria cavalcami
Sradica i plinti
Scoperchia la via
Straccia le ombre
Ma portaci via…

Angolo Corso Thor.

Il maestro di Giudo a un tratto disse: “Faremo bene ad asciugarci bene. Guadiamo questo rio: siamo accorti, siamo lucidi, siamo limpidi e, soprattutto, niente samba.

Ma chi è Giudo?
È Giudo un uomo per tutte le stagioni?
È Giudo un pensiero orientale formato America pocket?
È Giudo un misunderstanding?
È Giudo una lunga ovazione?
È Giudo un uomo di paglia, ricco di fibre, geneticamente modificato, un uomo di stoffa?
È Giudo la risposta esatta al glutammato di sodio?
È Giudo un capocomico di Stato?

Un Giudo non è niente di tutto questo.
Un Giudo è la mano armata delle risa.

Questa è la storia di un linotipista che amava la seta. Partì per l’Oriente una mattina di gennaio. Quando arrivò alla frontiera era Trieste e faceva molto freddo. Fu ignorato alla frontiera. Ma non si arrese e la varcò. Fu Oriente da subito. Procedette ancora, superò l’inverno a caffè e giunse a Pechino. Gli parve un attimo. Ma fu dura quando scoprì che la seta, adorabile seta, da tempo era in viaggio per Prato.

– Non sono tanto le crisi a cambiare il mondo.
– SONO LE CRISI DI NERVI!!!
– Ma neanche tanto le crisi di nervi.
– I METEORITI!!!!!
– Ma neanche tanto i meteoriti.
– LE COLICHE SPASTICHE!!!!
– Ma neanche tanto le coliche.
– LE INFRADITO!!!!!!
– Ma neanche tanto le infradito.
– LE PIOGGERELLE!!!!!!!
– Ma neanche tanto le pioggerelle, come le chiama lei.
– LE!!
– Ma neanche tanto.