La realtà supera la fantasia
Ma la realtà si manifesta per prove d’immaginazione.
E allora chi supera chi?
Mettiamo che immagino Frank Sinatra fare un budino davanti ai rettori delle accademie di: Venezia, Eton, Barabba e Segrate e usare il bourbon come gioia di vivere nello stampino d’alluminio. Poi, all’improvviso, arrivano dei cavalli a vapore, s’arrestano (vaporosi) si scheriniscono in coro e vanno via in tram. Paganti. Regolari. Vaporosi.
Non muore nessuno. Nessuno tortura nessuno. Nessuno sottrae vita, effetti personali, affetti, punti neri e molari. Immagino. E mentre immagino bevo un sorso di Bourbon. E non succede niente. Per il momento. Però mi pare, sento, sì, mi pare che di là, sì, ecco che sento nitrire.
E mi supero senza sapere qual è la destra, qual è la sinistra.

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Sono al supermercato da questo pomeriggio, fermo al reparto detersivi.
E non vengo via.

Di Erman Esselunga “Cassa”

Questo pezzo è dedicato agli agenti infiltrati. Sono dappertutto. In questa sala, sicuro ce ne sono almeno due. Infatti secondo degli studi recentissimi una persona su quatttro è un cocainomane gli altri 3 sono uno un agente infiltrato uno un parrucchiere che si chiama Franco. L’altra è una donna. A rotazione uno è omosessuale, uno è straniero, uno è fortemente religioso, uno no, e uno è un cugino.
Ma quelli che più sono dappertutto sono gli agenti infiltrati. Una volta ho aperto il frigo e ho trovato due dentro. Erano del Mossad mi hanno detto “qui non c’è niente di kocher.”
Gli ho detto “ho un pollo in frizer!”
“… Kocher. Con la erre.”
Ho detto “ah.”
Allora sono stati tentati di colonizzarmi, gli ho detto che io non uso profumi.
Mi hanno detto “non faccia lo spiritoso” che battute così le possono fare solo loro. Loro. Che sanno fare le battute. Solo loro. A sessantanove chiavi di lettura. E cosa sei? Un fabbro, un secondino. Agente infiltrato tra il pubblico prendi nota. Non ridere. Scrivi. Perché questo pezzo si autodistruggerà subito dopo l’esecuzione. Voi, pubblico, applaudirete ma non saprete a che cosa. Chi non starà applaudendo è perché starà prendendo nota ma guarda un po’ caro agente infiltrato, quello che scriverai con inprevisto, incalcolato stupore, perché un’agente infiltrato non si stupisce mai… E questo dimostra, apro una parentesi, che in Italia forse il rapporto di agenti sulla popolazione è di 2, 3 su quattro. Infatti in Italia non ci si stupisce di fronte a niente, magari sfoghi cutanei, lacerazioni, ulcere, suicidi.. Ma… siamo in Italia, ti stupisci?
Allora forse qui in sala oltre me ci deve essere un altro che “non” è un agente infiltrato. Gli altri nel prendere nota scriveranno la sequenza paralogica 2-2-2-1-X che fa: “tonno, Frascati, limousine, parente, chiavi, crisi”.
Oh, per la cronaca io, dei quattro, sono una donna e mi chiamo Franco. E, a turno, straniero, e no.
E siccome da poco faccio uso della cocaina non ho capito se si paga alla romana o cosa. Così se mi spiegate non faccio figure.
Comunque. Sono stato per anni fan degli Alunni del sole. Tutti gli anni li ascoltavo fino all’ora legale.
Per anni tutti i segreti d’Italia sono stati nascosti alternativamente in due posti sono passati dai capelli di Gianni Bella alla gobba di Andreotti. Andreotti è morto e Gianni Bella? Come sta? Qualcuno l’ha sentito? Ha smesso di cantare da un pezzo ma non erano canzoni erano messaggi cifrati che gli passava Kissinger. Agente, tu lo sai. Per anni i servizi hanno usato Gianni Bella e Tozzi e anche un po’ Battiato che però faceva il doppio gioco e alla fine l’hanno scaricato. Avevo voglia a capire i testi di Tozzi. Io. Era un gioco più grande di me.

– Vorrei fare una cosa che piace.
– Cioè ti levi dal cazzo?
– Pensavo a un prodotto mass market.
– Piace di più se ti levi dal cazzo.
– E pensavo di chiamarlo “Sparisci”.
– Ecco, bravo, sparisci.

– Sono un maschio Alfa.
– Con filtro o senza filtro?
– Sono un dominante. Un leader. Un capo. Un.
– Ma con filtro o senza filtro?
– Sono un maschio Alfa, cazzo dici?
– Col filtro?
– Macché filtro? Cazzo dici! Sono un Alfa. Un maschio
– Morbido?
– Sono un duro, cazzuto maschio Alfa e ti domino. Sono un dominatore. Sono un leader! Fai quello che decido e dico io.
– Muratti?
– Ma cosa continui, cosa cazzo, non…
– Muratti lunghe?
– Ma va’ va’
– Nazionali?
– Alfa! ALFA! sono un maschio ALFA!
– Io ho smesso.
– ALFA!!!
– Saranno quindici anni. Ora la saluterei.

– Posso finire la mayonese?
– No!
– E le acciughe?
– Neanche!
– E queste due granseole che ci sono qui?
– Mi servono.
– Ma ho fame.
– Non mi interessa.
– Allora fai metà con me della mia mela?

– Mr. Adam, lei dice che immediatamente dopo aver addentato la mela le fu recapitata l’ingiunzione di sfratto, è così?
– È così. E da lì cominciarono tutti i miei guai.