– Mi chiamo Olmo.
– E io ti abbatto.

Annunci

– Vi guardavo voi giovanissime ragazze, ragazzine, prime donne tutte in prima fila, intrecciate, cantavate, sorridevate, volavate. Un muro di gioia, difficile da abbracciare, duro allo schianto. Ma io, giovane Mandrake, vi passavo attraverso. Dentro il mistero. E dentro il mistero ho vissuto. Tanto. Tanto che ora mi sono veramente cagato il cazzo. E ora esco a farmi un giro.
– Ma Mattias.
– Mattias un cazzo. Ciao: Stella, Jenny, Mary, Blu, Rosy, Milly e Sabry. E Cinzy.
“Ma si può farsi chiamare Cinzy?

– E il digitale?
– Si è fottuto l’analogico.
– Con quei nomi.
– Era destino.
– Causa effetto.
– Meno male era digitale.
– Il digital.
– Pensa fosse stato il cazzital.
– Il cazzital sembra un prodotto nazionale unico in tutto il mondo.
– Neanche un prodotto, una materia prima.
– Appena appena raffinata.
– Il cazzital. “Sono cazzital” Suona bene. E cosa fa?
– Il cazzital è un reagente. Fa reagire bene. “Cazzital per tutti. E sono cazzital per tutti gli altri”.
– Un prodotto italiano.
– “Cazzital: Risolta l’Italia…”
– “Risolto il mondo.”

Dopo vent’anni di laguna son marcite,
son crollate le illusioni.
Ora so con dolore del fango delle carpe.
Può darsi tra vent’anni m’illuda di nuovo.
Confido nelle tinche, nelle tinche dei santi.

Erman Esselunga