Stupidamente tu
Mi abbracci forte e pensi che
Financo io possa dire: “se
Fossi gatta tu, canterei per te”

Sui tetti catramati noi
Incollati al nostro mondo
Grigio noi
Palpiamo vetri freddi
Nella folla senza risa con le risa
Intorno al banco dei

Salatini
Qualcosa più dei salatini
Molto più di salatini
Molto più del nostro amore
Intorno risa e facce serie
Sopra noi

Catrame
Niente tetti ma
Catrame
Catrame
Niente tetti ma
Catrame

– E qui c’è l’assolo di chitarra
– Ok, riproviamo da Salatini

Mi chiedi di ballare un lento
Ma non ho tempo
Devo stendere. Lavare, centrifugare
e ristendere
E poi impanare, sai cosa vuol dire impanare?
Devo ancora impanare tutto
Mia figlia mi dice mamma fatti una vita tua
Puoi permettertelo.
Ma non lo so fare.
Devo impanare.
E il tempo mi sfugge via
Fugge con le mie canzoni
Non mi ricordo le parole, le arie, i titoli e i cantanti.
Se me li ricordo me li confondo

L’umidità è diventata un nemico
Il nemico.
Muffe, artrosi, maleodori
Cosa vuoi ballare.
Una cosa però te la concedo.
Sei ingrassato come me.
Da bambina mi chiedevano
Cosa avrei fatto da grande
Non mi chiedevano cosa avrei fatto da grassa.
Sarebbe stata una buona domanda
Avrei avuto tempo per un piano
Ma il tempo è sodale dell’umidità
Nemici.

Vuoi ballare?
E balliamo.
Un giorno toccherà anche a mia figlia.
E allora diamo un morso a questa mela,
Facciamo uno sforzo di memoria.
E balliamo.
Piano piano.