C’è qualcosa nei profili egizi che mi ricorda le yéyé, la lacca, le depilazioni col rasoio, i collant carne, bagnati, pencolanti come budelli appesi e i salami fuggiti.
Alla fine affiorano i polpacci di una mora, torniti, passati dalla lama, bianchi e coraggiosi.
L’acqua di un bidet scorre da più di trent’anni ormai e una gonna di jeans è ancora viva.

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