– Bel seminterrato, molto feng shui. Anche il sound.
– Sono sciacquoni.

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6 commenti

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  1. …devi scusarmi, ma io passo qui, leggo e scoppio a ridere… o a piangere, a seconda… e non so mai che dire… e allora vado sul “mi piace”, che sarà pure una cazzata, ma mi solleva da qualche responsabilità qualora mi venisse in mente di scrivere un commento come questo, che è una cazzata. Cerco di giustificarmi insomma: ti evito un mucchio di cazzate, con quei “mi piace”. Potrei farne a meno, è vero… ma è un’alternativa troppo intelligente perchè io la possa prendere seriamente in considerazione. Abbi pazienza.

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    • beh, questo sì che è un commento,
      Buongiorno stilemin. Vai tranquilla, ho un sacco di pazienza.
      Non ne ho per i “che poi” e i “semplicemente”. E qualcos’altro ma, insomma, vai tranquilla.

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      • Eh, sì… (pure per gli “eh,sì…” non ne hai, vero?), capisco. Il punto è che ci son queste espressioni, queste parole che se ne escono da sole e rimetterci mano renderebbe il lavoro davvero lungo e noioso per chi scrive. Mi scuso se così rende lungo e noioso il lavoro per chi le legge. Individuarle per chi le scrive, mentre le scrive, non è facile. Ci fosse una regola, magari… Ad esempio: quante ne trovi in un commento come questo?

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  2. qui nessuna,
    Però le parole bisogna cercare di domarle, esprimono un pensiero, il proprio. e il proprio pensiero non se ne va in giro così da solo. altrimenti non è proprio. Proprio. bello “proprio” lo dico un’altra volta: proprio. Val la pena rallentare prima di buttare giù espressioni comuni cercando di esprimere un pensiero comune un sentire comune che alla fine non è di nessuno.
    Ora scusa un attimino, vado assolutamente sì di là. (…che senso ha?)

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    • Nessun senso, è vero! Ho forse compreso; cercare di domare le parole è come cercare di domare tutto ciò che in superficie condiziona il pensiero? Vuoi dire che ogni volta che si scrive bisogna saper scendere di un paio di gradini perchè l’inutile svanisca come la luce troppo forte e la penombra ci aiuti a vedere che cosa c’è nel seminterrato? Qui è facile, perchè c’è sempre qualcosa di interessante; è come prendere l’ascensore e trovarsi di colpo al piano giusto: si aprono le porte e nasce una risata, o ti prende il magone, o qualcosa succede insomma, sempre…

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