– Ma tu sei riuscita a coglierle le cinquanta sfumature?
– Tesoro, non ho fatto che chinarmi.

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Mi son fumato una consolle. Ho tirato su col nas. Tutta la cenere tra i tasti. Chatto, faccio per chattare, butto giù un “ehilà” ma tiro su col nas. Mi blokko. Tutto un vuoto gonfia un po’. Mi faccio un tiro di consolle. Da soll.
Guardo un calamaio, sembra lì per cas. Ma non è affatto un cas. Ce l’ho messo io, accanto alla consolle. Se ne sta lì da soll. Ma nonnè vero. Dentro ci sono imieicompagnidiquandoeroalle elementari.
Tutti morti.
E ora che faccio, chatto? Ho novantasei anni.
“Ehilà”

Un’istantanea di quell’epoca così remota ci viene fornita dallo stesso Stan che, nel 1955, scrivendo ad una parente da parte di madre, ricorda “con gioia le vacanze passate in quei luoghi con i tuoi nonni. Mi sembra ancora di vedere il vecchio negozio di frutta e verdura e il meleto che vi stava di fronte”.