La fresa, la mano, la moglie, la casa
I bambini, gli uccelli, i tramonti, le notti
Le estati, i mari, i cieli puliti
L’erba fresca e Margherita

La cucina, le piastrelle, coccinelle
Di spugna attaccate
Come ricordi
Come ricordi
Come quando bruciammo
Una cena, il nostro amore e Margherita

E Margherita
Ora è una donna
E non ci sono prati
Ora è una donna
E non ci sono mari
Ora è Margherita e non ci siamo noi.

Come ricordi
Come ricordi
Attaccati al fondo d’un cuore d’acciaio
Lasciato sul campo e intorno fiori
Margherita in città e tutto intorno è fuori

– Andò che al bivacco giungemmo in tre. Con due sacchi a pelo. E così facemmo fuori Steve.
– Dormiste?
– Dormimmo. L’indomani ci rimettemmo in cammino e a un certo punto finirono i bivi. Così feci fuori Stark.
– È una brutta storia.
– Continuai solo. Arrivai a Cesena che era già stata evacuata. E così mi suicidai.
– Davvero una brutta storia.
– Già.
– E i cavalli?
– I cavalli, da allora, non fanno che pascolare e correre. A volte restano immobili. Ma più che altro pascolano e corrono.
– Pascolano e corrono.
– Già.