Cerco i tuoi fianchi ma sono un occultista e sono sbadato, amore.
Cerco le tue mani ma nel buio non trovo un bue, amore mio.
Sono un occultista e cerco te ma il nostro amore è ormai finito
perché
sono un occultista, l’ho giurato amore, amore, amore mio.
Ed è ora che io sparisca te.

– Ti ricordavi quando parlavamo tutto al passavo?
– Ed eravamo così imperfetti.

– Questa Nouvelle Vague mi sta prendendo proprio. Da tutte le parti. E non mi molla proprio. È tentacolare.
– Ma che guardi?
– I quattrocento polpi.

– Sono una ex porno star. Sono a riposo. In questa mia nuova vita frequento solo speleologi. In verità loro sono attratti dal mio utero cavernoso. Qualcuno si è pure smarrito.
– Santo dio.
– Ma sto bene, sto bene.

Suona una fisarmonica, suona confusa, c’è l’aria di un’aria ma le note sono mischiate e seppellite da una salsa densa che raccapriccia. Non mi affeziono a quel suono, quel motivo è pretestuoso, per non dire molesto. Non c’è niente da fare, provo a ignorare ma le note mi battono come gocce di una pioggia cattiva.
Infine alzo lo sguardo e guardo: una bambina e un bambino sereni. Mi guardano mentre io sto seduto nel liquame del mio malumore.

– Ricevo più affetto dal dito di Cattelan.
– Sei uno stronzo.
– E dalla prostata di Daverio.
– Sei un bastardo.
– Ma perché non mi ami, scusa, e la facciamo finita?

‎- Ti amo perché sei quella roba lì
– Sei quella roba lì.
– I love you, roba lì.
– Siamo quella roba lì.
– Much, mucch, much.
– Loviu.
– I love you lì.

– Il rituale prevede che ora io ti limoni.
– Ma sto mangiando.
– Sputa quello che hai in bocca…

Fifty Shades of Tongue.
L’erotico bollente.

– … e ora la salsa verde.