– Non ho chiuso il terzo occhio tutta la notte.
– Illuminazione occulta?
– Macché, quella cazzo di insegna al neon fuori.

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Mi son formato a Cogoleto nella stanza di un albergo. Era settembre, era novembre, sicuro era fuori stagione.
Mio padre era con me, avevo una malattia per cui si andava al mare. Non c’era mia madre, non c’erano fratelli, c’era mio padre che mi vestiva, che si prendeva cura di me. Lui e lo iodio.
Mi sono formato a Cogoleto con le settimane enigmistiche di papà. Avevo tipo cinque anni.
Poi, mentre guarivo io, negli anni, morivano tutti. E con le parole facevo le magie.
Faccio ancora le magie, ma nessuno è mai tornato.

Scopri qui le carte di te
bu bu bu sette te
l’uomo accanto a te
vuole solo te
digli prendi il te
è tutto quello che ho di me
Bevi sana
Bevi gas
Bevi aroma
Bevi tutta
Frutta finta
Additiva
Punta tutto
Su di me
Conta adesso
Quanto manca
Passa il treno
Fischia forte
Da lontano
Quando è ancora
Tutto nero
Fischia orecchie
Butta forte
Aroma te
Butta giù
Bu bu bu sette te
Bu bu
sette
teeeeeeeeeeeeeeee

A Milano c’è una stazione della metropolitana che ha la fama di essere il capolinea di vite disperate. La stazione si chiama Pagano, con l’accento sulla seconda “a”. A Pagano ci si suicida. A Pagano si estinguono tutti i debiti contratti in una vita disperata.
Quanta responsabilità può avere il nome della stazione? Se si chiamasse Nonimporta? o Figurati? o Vaitranquillo? L’accento spostatelo voi.