Andai al bar sotto con le unghie lunghe. Tenevo segreti i miei accordi, i giri, i riff. Li conoscevo solo io, nessuno del resto li avrebbe compresi. Al bar erano tutti muli e delinquenti, pochi sapevano leggere, molti amavano Nicola di Bari. Canticchiavano, si intendevano, sapevano poco dell’America figurarsi della Cina. Io avevo i miei giri e bevevo accanto a loro, portavamo tutti i baffi. Ci piacevano gli amari, alcuni preferivano quelli alle erbe, altri quelli di china. Poi arrivò il Branca Menta e scompigliò tutto. Qualcuno cominciò a finire dentro, altri si diedero all’eroina e morirono quasi tutti nel giro di pochi anni. Io avevo tenuto così al sicuro i miei riff che finii per scordarli e non ci fu verso. Quando alla fine mi rassegnai e mi tagliai le unghie, il mondo era cambiato. Arrivò il “Drive in”.

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Centoventisette. Baffy.
Il vento nella vita del ricordo di te nella gotica ombra.
Alito.
Sei fronda tra le mani rugiada un ricordo.
Di te,
per un tratto,
nei titoli di coda.

Ora Ester soffiami negli alveoli
ché la tenebra arretra di fronte
la tela immensa,
parete bianca cinetica.
Due le uscite ma una.
Nella ressa
la vita ricade a spirale,
la porta a un passo dal panico.
Dopo tanto avanzare
finalmente fuori.
Un passo,
il marciapiede, abisso.

Pietrisco,
l’asfalto.
L’aria già raddensa,
la calca è in bilico,
Alla fine del film
esito un commento,
mi oriento lento
tra decise montature nere.
Tutti gli sguardi al riparo
mormorano,
inspirano,
sibilano.
Fumo.

Io non precipito ancora,
Ester mi è vicina.
Come un calcolo approssimativo
ci separiamo con pena
dalla ressa di filtri, occhiali, capelli, profumi.
Diradiamo muti verso casa.
Diradiamo confusi.
Ciascuno il proprio film.
Ester, tu lo sai?
Perché ci frequentiamo?
Io continuo ad amare un ricordo ed, Ester, non sei tu.

– Sono Mr. Fowllky, mi occuperò di tutto quanto, voi non dobbiate farvi alcunché di procupazione.
Sandali.
– Prego?
– I vostri sandali.
– Ma.
– Non procupazione, mi diate i vostri sandals. Mi occupo io di tutto.
– Va bene ma.
– BANG!
– …
– Si ti dico non procupazione, è non procupazione. Tu cominci procupazione con sandals figuriti quando arriviamo a suoceras. Passando, nevvero, da cassaforte. Cassafforte-fforte.