Frank!

Maledizione, Frank – 39.

– Frank, quanto fango intorno a noi. Siamo intrappolati in questa terra d’argilla come impurità. Finiremo riplasmati insieme a questa terra rossa, terribile e vera, plasmati dalle mani di un Dio che ci riprova. E la terra non sarà più Terra ma un vaso capiente e vuoto, senza umanità, inutile e monumentale. Vuoto nel vuoto, eppure noi vi apparterremo come piccole impurità, capaci, col tempo, di creparlo e romperlo.
– Capo, le svuoto il portacenere
– Tu, filtro che trattieni l’idiozia del caos e non muori mai. Perché non muori? Chi ti ha fatto? Tex Avery?
“Vieni, Frank, beviamo a Siena. Ti ricordi di Siena?

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