E ora, – si calmò – le dispiacerebbe portarmi un bicchiere d’acqua?
Stavo per alzarmi con un poco di vertigine quando si aprì la porta di scatto,  spostando l’aria con forza e, date le finestre spalancate, creando una corrente improvvisa che ravvivò le carte, le cose leggere, silenziose e inermi dell’ufficio. La pressione tetra che aveva esercitato il signor Mirali con il suo eloquio, sfiatò per un momento e si disperse nell’aria secca di primavera fino a quando da dietro la porta non comparve, imponendosi, una donna molto molto ingombrante: la moglie del signor Mirali. Portava una teglia e sembrava avere una gran fretta, visto il fiatone e lo slancio con cui andò a chiudere le finestre con fracasso. Un caldo profumo di stufato tagliato con l’acqua di Colonia della signora Mirali saturò presto la stanza.

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5 commenti

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  1. Lipak, Lipsak…Però il grande Anddrea Pazienza ci aveva fatto una stupenda vignetta sui lavoratori italiani a Colonia che si lamentano dei maccheroni della mensaSalutiamo Andrea PazienzaBuonaseraStan

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  2. La vigneta di Paz è stupenda, l'ho incorniciata nell'archivio delle mie preferite. Un assaggino allo stufato della Sig.ra, comunque non lo negherei. Data la stazza, promette bene…F.

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