La vecchia Ford Escort blu Madonna filava contromano nel vicolo a senso unico che tagliava l’immenso vialone a quattro corsie. Il corso era steso per qualche chilometro tra il centro, incastonato nella planimetria urbana, e una delle più grandi piazze della città, cui confluivano altre circonvallazioni e arterie a traffico denso. Ancora pochi secondi e Bob Nor sarebbe finito nelle correnti impetuose di quel fiume di ferro, lo schianto inevitabile. Pure essendo altissime le probabilità di un fine corsa tragico, esplosivo, con il massimo numero di frammenti di vetro, Bob Nor non pensava affatto a mollare e diede gas. L’accelerazione fece sbandare la macchina, le fiancate strisciarono contro i muri secolari scorticandosi, tracciando segmenti insolenti e blu. Sui sedili dietro un cartone aperto eruttava scaglie di polistirolo a ogni colpo, i lapilli di plastica espansa spogliavano nell’eccitazione della corsa una bottiglia magnum di Chateau Latour. Un’infinità di cicche di Pall Mall sparpagliate e vorticanti, davano l’idea che fosse esploso il portacenere, mentre uno smoking amaranto, appeso a un tozzo gancio sopra il finestrino posteriore aperto a metà, sventolava nell’abitacolo come un epilettico indolente. Un paio di scarpe di coccodrillo, come silenti predatori, si stavano divorando due calze corte, bianche, umide che si erano annidate sotto i sedili marroni lucidi. Da qualche parte a bordo della vecchia Ford – interni in plastica – doveva esserci un revolver, Bob Nor ne era sicuro, ci contava parecchio su quel revolver. C’era invece sicuramente una grossa catena sempre a portata di mano, ficcata nel portaoggetti della portiera. Bob Nor la usava per farsi largo tra i guidatori incerti, ingombranti, lenti, meritevoli di una punizione. Più di una volta negli ingorghi si apriva varchi frustando, o minacciando di farlo, le fiancate delle auto vicine; si sporgeva dal finestrino brandendo la pesante arma di ferro, urlando, maledicendo in una lingua incomprensibile ma spaventosa. Quasi sempre funzionava ma ogni tanto la catena serviva per i corpo a corpo, quando un duro scendeva per reagire.  

10 commenti

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  1. Oaooaaah, Stan!
    Quanto tempo! Scrivi sempre! come un figlio di puttana! che Dio ti abbia in gloria! Sono al secondo cartone di Duff! mi gratto le ascelle e sto! leggendo poesie di Bukowsky!
    Per cui! non fare caso alla terminologia.
    Oaooaaah, Stan!

    p.s.
    E che belli gli esclamativi!

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  2. Ancora girano scrittori pulp.
    Sai, Stan, quelle cose che per leggerle ti devi mettere lo zinale di gomma.
    Tu che stai leggendo?
    Io sto leggendo un libro che s’intitola Skaters, trovato per terra.
    E’ figo.
    Autori Vari.
    Emana understatement da tutte le pagine.

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  3. Ciao Aldox, sto leggendo la biografia di Dashiell Hammett, Darò un’occhiata anche ai tuoi skaters. Week end al mare Clutertolureto.
    Dev’essere bello trovare un libro per terra. Io una volta ho trovato una sciarpa che ho usato per anni. Poi l’ho persa

    Lypsak, buongiorno Bob Nor ha avuto una vita molto complicata che un giorno vorrei raccontare per bene e velocemente

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