A metà del paragrafo ti nomino di scatto: “Luigi”, e tu mi calpesti i fogli dattiloscritti mesi fa, pieni di nomi propri, ma in quelli neanche un cenno a… “Luigi”!

Un attimo dopo Carla apre le serrande e si butta di sotto tra le braccia di nessuno perché noi siamo qui: io ti nomino e tu mi calpesti; un piano sopra la tragedia.

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5 commenti

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  1. qui l’autore voleva parlare del pareggio della Ternana fuori casa con il Crotone. La sua infanzia emerge dapprima lentamente, tra le righe, e poi dilaga e travolge nella tragedia. L’autore inconsapevolmente telefona alla critica che si fa severa e nulla più. Infine ritroviamo il motivo dei folletti verdi nell’anticamera mentre intraprendono il viaggio verso il bagno dove affogheranno per mano dell’autore stesso.

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