R. – 4.

Quel fenomeno di bionda si stava sigillando nei suoi abiti che avevano l’aria di essere costosi, benché si trattasse di un paio di jeans neri con complicati rammendi, cuciture, toppe, brillanti, e così stretti che sembrava impossibile potessero andarle. Invece li calzò con un gesto veloce e talmente esperto che mi fece dubitare di tutto: della mia agilità, della mia arguzia, del mio volume, dello spazio che occupavo. Rimasi a guardare senza dire niente mentre si infilava una specie di maglia molto scollata, rosa. Poteva essere una felpa a cui qualche stilista rancoroso aveva ordinato di essere elegante facendovi cucire sul davanti paillettes nere, argento e rosa in una composizione che voleva essere una “A” o un “V” capovolta, perché in effetti mancava il trattino orizzontale. Quel particolare mancante mi fece riacquistare un certo coraggio, mi sollevò pensare che quella femmina potesse avere anche un solo piccolo difetto. Lo presi come una segreta rivelazione o ammonimento per i più sagaci: “Ehi, belli, questo è il mio lato A, ma fossi in voi non ci giurerei”.

Cominciavo a sentirmi intorpidito là seduto, mi formicolavano le gambe e bruciavano i lombi, così mi spostai sul bordo del letto, ciondolando i piedi per terra fino a sfiorare la moquette. Sentii i suoi passi, il contraccolpo sordo dei suoi stivali. Portava un paio di texani bianchi e neri con tacchi di pietra, sembravano, e con violente decorazioni incise da mani brune che immaginavo arse, raspose, incatenate, orribili e dunque fatte sparire dal sole del Texas in qualche tugurio di lamiera insieme a incomprensibili, deboli cantilene indiane.

Pubblicato in r.

15 commenti

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  1. ah ecco non c’entra con R. per quanto R. tenda a correre lungo un’intercapedine tra l’ora (la risultante della Storia) e il protagonista. Uno spazio possibile che appunto vado a disegnare. Buonasera.

    Stan

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  2. Stan, figlio mio.
    Sei un grandissimo umorista ma in quanto a miusic……
    Stan Rap è la celeberrima (vabbè….il superlativo) “Wham Rap” dei tenebrosi Wham.
    Il gruppo in cui Giorgino Michael celava al mondo le proprie tendenze omo fingendosi marpione di hostess.
    Ho solo cambiato la prima parola (Stan anzichè Wham).
    ROT dovrebbe significare “marcisci”.
    Cioè goditi la vita invece di stare lì e marcire.
    Più o meno.

    PS Dei Wham se non ti ricordi le miusic prova a pensare alle acconciature. Da “Storia del Barbiere”.

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