Frank!

Maledizione Frank – 8.

– Benissimo, floscio sacco di merda. Tu lo sai cos’è una guerra? Tu lo sai che siamo in guerra? Gommoso calco di palato. Invertebrato. Tu sai che uno sparo a mezzanotte non fa capodanno? Qui ci si ammazza. Merdoso. Brutto. Maledetto.

(Frank, prendi ancora una fettina.)

Vorresti farmi credere che sei un soldato? Ma cristo, chi pensi di prendere per il culo, chi? Quei pantaloncini. Dici che sono di ordinanza. E quella toppa? Daffy Duck. Ti sei cucito Daffy Duck. Ma io ti ammazzo con le mie mani.

(salsina, Frank?)

Ti ammazzo. Sparisci.

Animale. Ma cristo d’un dio. E porta via i piatti! Daffy Duck, ma cristo santo.

Amo l’amaro. Mi conforta, mi premia, mi scalda. E mi adula come un transessuale. Mi guarda mezzo uomo e mezza donna mentre attraverso la sala, sotto il tifo dei cuscini. Mi mostro indifferente ma sento i suoi occhi neri su di me. Cedo e lo amo, lo amo in piedi, appoggiato al mobile bar. Senza ghiaccio.

RISTAMPA

Tutto questo amaro, come farò a mandarlo giù. Ho la pelle secca e chissà per quanto continuerà a squamarsi. E questo amaro che non mi dà pace. Con una certa goffaggine risalgo i tornanti puntando al belvedere dei ristoranti in collina. Con i bar del lungomare ho chiuso. Ma che amarezza.

Tutto sommato hai, quanti anni hai? Hai diciassette anni e non è che ci puoi fare niente. Hai questi diciassette anni che hai messo insieme fino a qui e nient’altro. Io sicuro non ci posso fare niente. Potrei scriverti una canzone. Potrei dire qualcosa di. Farti ridere. Ma non cambierebbe niente, continueresti ad avere quei maledetti diciassette anni. Maledetti per te. Ma che ci vuoi fare. Quello che ti vedi intorno poi non ha niente a che vedere con te. Dico solo che è inutile che ti danni l’anima. Sai quanti hanno diciassette anni in Mogadiscio? o a Cincinnati? o nel Sud del Togo? o a Cleveland?

Hai dei pruriti, me ne rendo conto. Hai voglia di, insomma vorresti fare. Ma non è questo il punto. Il punto è se li vuoi o non li vuoi questi stramaledettissimi diciassette anni. Beh, che ti piaccia o no tra qualche mese sarà finita. E dovrai vedertela con i diciotto. E credimi non so cosa è meglio. Io per i tuoi diciotto posso scriverti quella canzone. Se ti va. Se ti va di aspettare intendo.

Il mio rene mi tiene compagnia. Ne ho uno, uno solo. Lo tengo al mio fianco. Lo riparo dal vento, dalle grida nei cortili. Dagli uomini orribili. Lo tengo caro, ci puoi scommettere.

Quando piangi e hai un rene, non importa se ti capisce, ma è li al tuo fianco; quando fatichi a respirare perché le lacrime sono dappertutto, in gola, nel cuore, tra le dita; e hai un rene, uno solo, stai sicuro che, ci puoi giurare, è il tuo rene. Cristo santo. E non lo puoi tradire. Anche volendo non lo puoi tradire. Non ne hai altri.