Pane e capezzoli

Ci do dentro

Poi mi abbevero

Finché sazio d’acqua

Do un altro morso

E mi asciugo col dorso

Della mano

 

Capezzoli

Sono consapevole ma non me ne rendo conto.

Che nome è Stanislao? Stanislao Burnich. Sembra che ha sbattuto contro un palo. Un nome uscito dalla rianimazione per miracolo. Un nome con l’ottanta per cento di invalidità.

Stanislao. Ma che razza di nome. Burnich poi. Stanislao Burnich.

– Sono colta, sono gnocca. E sono ricca. E vacca. E sono intelligente, stronza ma bella. E porca. Ma non è sempre stato così.
– Perché, prima?
– Prima ero un uomo.

– Tu non mi accetti per quello che sono.

– Ma sì che ti accetto.

– No tu  non mi accetti.

– Ma insomma, cosa vuoi che faccia? Più che dirti di sì.
– Fammi una ricevuta.