Quasimodo si fece torvo e provo’ un tiro sporco. Sporco e peccaminoso. Disse queste precise parole: "Adesso vi smacco a calci nel culo". Mentre alzava la voce si buttava sul fianco in mezzo alla polvere sollevandola, e da dietro la cortina fumosa sputo’. Sputo’ forte. Nonostante l’arsura. Quando ricadde, e la sabbia su di lui, da dietro la collina arrivarono i sassi. Quasimodo nudo d’armi, seduto sull’erba rada, piu’ rancoroso che inerme, si volse, e la schiena incasso’. Per prima arrivo’ la pietra dell’umiliazione.

Se ti fossi dato da fare nei week end a quest’ora non saremmo qui. Non saremmo qui a pareggiare le gambe dei tavoli tenendo a freno il nostro agonismo. Di giovedì.

Saremmo a festeggiare per una targa ricevuta. Saremmo in testa a una tavolata. Saremmo imbarazzanti per tutti, ma tutti faremmo contenti alla fine. Proveremmo magari fastidio per le tende alle nostre spalle, fantasmatica, ottusa presenza, inutili e perdenti contro i fili d’aria fredda. Avremmo, che so, una piccola bronchite ma niente ci impedirebbe di dire Haiti senza un colpo di tosse.

Invece siamo qui. Di giovedì. E la nostra voglia di vincere sta riducendo tutto in tatami.

Frank!

Maledizione Frank – 3.

– Capo pare che abbiano preso la compagnia del maggiore Thompson

– Ma tu credi veramente che sia un idiota? Pensi davvero questo? Il maggiore Thompson un cazzo.

– Capo, sono finiti in un’imboscata.

– Tu, verme schifoso, non ti azzardare a continuare.

– Ma la radio dice.

– Gira quella maledetta radio. Quello di cui abbiamo bisogno ora è di.

– Capo.

– Swing. Merdosissimo swing. Dì a Frank di portare il cembalo, tentiamo una sortita.