Non è che sia sempre tutto rose e fiori.

Ogni tanto capitano anche le grane, per esempio quella volta da Mister Iggins.

Dovevamo scaricare il suo pianoforte e non c’era verso di farlo uscire dal camion. Ma perdiana, come c’era entrato doveva pur uscire. 

Dovevate vedere la faccia di mister Iggins, lui così razionale, lui che compone musica disegnando personalmente i pentagrammi con riga e squadra. Dice che la stampa delle righe parallele non giova alla partitura; e che lo stesso inchiostro che usa per scrivere le note deve amalgamarsi con quello del rigo musicale: “…al fine di  raggiungere una totale armonia”. Così dice.
Beh, il pianoforte non c’era verso di tirarlo giù, allora sapete cosa ha fatto Mister Iggins?, ha moquettato l’interno del camion ed è partito per la Serbia.

Tommaseo fece la conta delle capre. Contò tre volte e per tre volte pensò “Devo aggiungere uno scaffale a questa dispensa”. La stagione dell’abbondanza sembrava non finire. Tutti facevano progetti per il futuro e pensavano in grande. Tommaseo studiava un prato a due piani.

Lunedì 28 maggio ore 21.00,

al Teatro Litta in Corso Magenta 24, a Milano

verranno letti dagli attori del teatro

6 racconti selezionati in concorso per questo evento.

Tra i 6 c’è anche il mio. E ci sarò anch’io.

Precede la lettura un aperitivo alle ore 20.00

al Boccascenacafè del Teatro Litta


Dimenticavo, l’ingresso è libero e siete invitati.

Stan

– L’importante è fare bene. La squadra, il mister, lo spogliatoio fare bene. In campo magari ci può stare. Però è importante fare bene. Il presidente, la società, il mister. Ringrazio i tifosi, la società, i compagni. Lavorare tanto e cercare di fare bene.

– Hai qualcosa da dire al quarto uomo?

– Che, se fare bene, un giorno ci può stare.

– Che cosa?

– Che diventa primo.