Ricordo questo tizio, giù al braccio cinque. Un figlio di puttana di focomelico. Aveva due mani con tre dita attaccate alle spalle. Era un vero figlio di puttana, scontava trent’anni per aver ammazzato una serva. L’aveva strangolata. E ne andava fiero, non smetteva mai di sorridere. Ti guardava e sorrideva. Focomelico del cazzo, ogni volta che parlava sembrava mettesse tutto fra virgolette. Poi è morto.

– In quel preciso momento lui le disse: “Più tardi”. E svenne.

– Ma poi rinsavì?

– Sì, infatti più tardi rinsavì e le sussurrò: “E’ tardi”. E morì.

– Però! E lei?

– Guardò l’ora.

– Buongiorno, sono Super Puttana Eva.

– Si accomodi.

– Grazie.

– Mi dica.

– Ecco, si tratta… Ho molti rimpianti. Vede, in tutta la mia vita, almeno da quando ho scoperto i miei poteri, non sono mai riuscita a… C’è sempre mancato un soffio perché salvassi… quelle…

– Vittime?

– Proprio così, non ne ho salvata una.

– Puttanaeva.

– Già.