Montgomery

Quand’ecco un caccia sfrecciò nel cielo di Varese. Tutti alzarono lo sguardo troppo tardi. Videro uno squarcio bianco tagliare l’azzurro turchino raccolto tra i monti. Qualcuno si offese, qualcuno sorrise ma tutti tenevano le mani in tasca. I cappotti dei signori rimasero indifferenti all’eco dei reattori e dopo poco ripresero ciascuno la propria strada.

Un montgomery verde di lana pesante sosteneva un capo carezzato da corti e fini capelli biondi. Si curvò leggermente salendo un piccolo gradino all’ingresso della merceria. Un’aria calda, ostile alle tarme quanto ai cristiani mise a disagio il signore che si trovò sovrastato da pareti di cassetti e minacciato dal bancone che, con grandi forbici ben disposte, proteggeva una donna minuta. Una chioma nera, lucida, annodata e costretta da spille di ferro si ergeva appena da dietro il massiccio di faggio. Gli occhi scuri della donna parevano due dei tanti bottoni esposti sui fronti dei cassetti. Tutti, però, guardavano l’uomo in montgomery. Era solo ed era rimasto senza stoffa.

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