Annamaria stava stesa in piedi. Le scarpe di cuoio marrone erano saldamente attaccate alle piastrelle di casa. Stava aspettando così, immobile, l’inizio del primo radiogiornale della mattina. Non osava uscire senza essere bene informata sul traffico autostradale della A26. Che vivesse a Ravenna non la rassicurava affatto.